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Da una breve ricerca, ho rilevato che la trattazione dell’argomento “senso comune e scienza”, da parte di studiosi, riguarda l’atteggiamento dell’uomo comune nei confronti del pensiero scientifico. Nel senso che l’individuo cerca di dare delle spiegazioni ai fenomeni che lo circondano, spesso in modo semplicistico, a volte accettando verità precostituite da autorità senza cercare di verificarle. In entrambi i casi esiste il bisogno di comprendere la realtà per gestire situazioni concrete.

Se l’uomo comune non si abitua a utilizzare il senso critico nell’interpretazione della realtà, ossia assume l’atteggiamento del ricercatore attivo, alla fine deprime la sua capacità di analisi e non sarà più in grado di apportare cambiamenti per il miglioramento della società. Tanti individui acritici formano una massa che facilmente può essere etero diretta.

Nella nostra società i mass media appiattiscono le menti. Sono proposti maggiormente film romantici, spettacoli demenziali e solo a tarda sera trasmissioni più interessanti. In politica e nella maggior parte dei sistemi gerarchici aziendali e di servizio, sono cooptati tra la dirigenza uomini che si uniformano a modelli precostituiti.

Le scienze dell’educazione e della formazione hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo di un atteggiamento scientifico e critico dell’individuo comune. Esse devono agire sul fronte culturale, nel senso di tenersi aggiornate su quanto si muove e si produce nel mondo delle scienze e in particolare di quelle matematiche; educativo, non solo come traduzione didattica delle innovazioni, ma come capacità di impostare e di promuovere conoscenze e atteggiamenti in grado di affrontare problemi, incertezze, dinamiche complesse. E’ importante insegnare già dall’asilo, sull’esempio della Montessori giochi di sperimentazione e misurazione.

Il filosofo della scienza Stefano Moriggi, sostiene che “l’attenzione all’educazione scientifica fa bene alla cultura umanistica e tecnologica”. L’educazione scientifica e la tecnologia in senso ampio, aiutano a sviluppare il senso pratico e la cognizione. Sono mezzi che permettono di definire, riplasmare azioni e relazioni, riscrivere la realtà e favorire il progresso. Al termine dell’intervista il filosofo fa appello ai politici presenti in sala a “chiudere Voyager”…

Io penso che solo il buon uso delle tecnologie informatiche da parte di uomini e donne, siano il mezzo per il cambiamento sociale poiché possono modificare comportamenti, atteggiamenti, favorire relazioni interessanti ed impegno sociale. Occorre inoltre considerare che almeno un miliardo e mezzo della popolazione mondiale a causa della povertà e dell’analfabetismo sia ben distante dall’uso delle tecnologie e dall’affrancamento di ogni oppressione.

Anche il solo individuo può mettere in atto il suo impegno verso un cambiamento nella realtà quotidiana: aziende, istituzioni pubbliche e private, associazioni, ecc. Tanti individui critici formano una massa critica che se organizzata può incidere nella dimensione macro sociale.